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stigma - percorsi di rimozione - | Presentazione | Programma | Info | Foto | Download |
“Porci collettivamente delle domande...”. Questa è l’intenzione che sin dal nostro esordio ci siamo dati come stimolo e principio ispiratore per le nostre proposte culturali. Stigma chiude un ciclo fatto di un anno di realizzazioni ad alto contenuto civile, sociale, morale e, qualche volta, anche politico. Non cerchiamo, in questa strada che abbiamo deciso di intraprendere, risposte certe e garantite: nei nostri percorsi non è la meta che ci affascina ma il lavoro e l’impegno che compiamo per avvicinarci ad essa. Per questo motivo in questi dodici mesi di attività pubblica ogni momento con il nostro pubblico è stato da noi inteso come una tappa di questo cammino, speriamo coerente, che cerchiamo di volta in volta di costruire per superare i nostri stessi confini di riflessione ed impegno. Abbiamo parlato di azione e partecipazione, di eccesso e società del consumo, di differenze geografiche che diventano differenze percettive, di memoria e responsabilità civile, di lotta e di battaglie per i diritti dovuti. “Stigma - percorsi di rimozione” apre un capitolo nuovo nella riflessione... Vuole essere una tappa del percorso volta alla scoperta di storie che raccontano del segno, della traccia, in estremo dello stigma che si può imprimere nei rapporti sociali in nome di giudizi e pregiudizi. Un segno che da una parte è spesso tanto profondo nell’animo che finisce per diventare una vera e propria tara nell’esistenza di chi lo riceve, e che dall’altra, di contro, è dato con superficiale semplicità forti dei modelli di comprensione sociale che perfettamente si prestano come alibi ad una azione di giudizio. Tematiche. Le quattro serate presentano storie che si rifanno a quattro tematiche principali che, crediamo, più di altre manifestano l’urgenza della riflessione. Il primo giorno lo schermo presenta realtà di reclusione e di incarceramento: storie di chi vive in carcere, adulto e minore, di chi c’è stato ed adesso fronteggia la condizione di ex-recluso, di chi non c’è mai stato al quale però viene chiesto chi ci manderebbe. Il secondo giorno i protagonisti sono i Rom che secondo l’European Monitoring Centre on Racism and Xenophobia dell’Unione Europea sono la popolazione più discriminata in Europa. La terza serata affronta le diversità (ritenute tali) di genere. In particolare i film presentati riguardano il mondo trans e lesbo tra situazioni attuali e storie del passato. L’ultima giornata è invece dedicata alle periferie, santuari urbani della lontananza sociale e delle scarse alternative. I contributi. Anche per questa manifestazione i contributi presentati fanno riferimento ad una produzione assolutamente non commerciale: si potranno infatti vedere documentari, cortometraggi, film ed anche animazioni a conferma del fatto che quando le tematiche manifestano un’urgenza di trattazione e di riflessione si moltiplicano le modalità espressive ed i canali comunicativi. Per stigma, inoltre, aumenta di gran lunga la durata del proiettato totale per cercare in questo modo di “imporre” allo spettatore un’azione partecipata e consapevole di selezione: viste le 14 ore totali di proiezione è necessario ritagliarsi un percorso all’interno della manifestazione, un percorso fatto di scelte e di priorità, fatto di film selezionati e di altri scartati... insomma un percorso proprio e personale all’interno di quello collettivo proposto dall’Associazione. Tra i tanti contributi si segnala la presenza nell’ultima serata, frutto della collaborazione con la Cineteca di Bologna, di due documentari per la regia di Cecilia Mangini ed il commento di Pier Paolo Pasolini che rappresentano un’occasione di conoscere una parte del lavoro del regista meno conosciuta ma ugualmente interessante e ricca di spunti. I film notte. A conclusione delle proiezioni di ogni serata verrà proposto un film “fuori tematica” che abbiamo definito “film notte” per il fatto che sarà l’ultimo ad essere proiettato. La prima serata verrà presentato “Appunti per ‘Vita e opere di un santo’” versione studio praticamente definitiva del nuovo lungometraggio di un giovane regista italiano, AKAB, che già con il suo primo film partecipò alla 60a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia - sezione Nuovi Territori. Seguono poi due film che vogliono essere un esplicito e dovuto omaggio a due grandi del cinema che al giudizio ed alla diversità hanno dedicato gran parte del proprio lavoro: Monteiro e Fassbinder. In chiusura, quasi per lanciare una tradizione negli appuntamenti estivi della nostra associazione, si presenta una video-intervista ad una donna che probabilmente più di altri ha i numeri per affrontare le tematiche del giudizio e del pregiudizio: Alda Merini. Lo dico ad Esiba. In un documentario non si raccontano storie ma si raccontano vite, non si riprende un mondo ma si cattura il mondo. I registi che girano un documentario hanno conosciuto quel mondo, ne hanno fatto parte (seppur spesso per un breve periodo) ed agli occhi del pubblico, quindi anche del pubblico di Esiba, insieme alle loro immagini, sono gli ambasciatori di quelle vite. A quelle vite avremmo voluto, a vostro nome, chiedere direttamente udienza, permesso di osservazione, istanza di conoscenza. Purtroppo non ci è stato possibile. Abbiamo dunque ricercato un’altra forma: dopo aver scelto i film abbiamo contattato i vari registi ed autori e spiegato loro l’idea alla quale stavamo lavorando ed in quale cornice si voleva presentare il loro lavoro. Alla fine ci piace pensare che ogni autore, in questo modo, sia contento non solo che il suo film sia proiettato a Siracusa ma che esso sia proiettato a Siracusa in un certo ambito per contribuire a chiarire un certo progetto. Ci piace pensare, al limite, che quasi non siamo solo noi a scegliere una vita da raccontare ma che sia anche quella vita che scelga il nostro progetto per essere raccontata. E per manifestarvi questa adesione, non incondizionata ma bensì consapevole, abbiamo chiesto ad ogni autore di scrivere un pensiero per voi, suo futuro pubblico, come ambasciata a distanza di quello che vedrete proiettato. Qualcuno ha inviato un breve pensiero, altri una riflessione maggiormente articolata... alcuni hanno voluto semplicemente che a parlare fossero esclusivamente le loro immagini... Speriamo che questo sforzo vi faccia sentire più vicini alle storie presentate. “Stigma - percorsi di rimozione” è un progetto che ha necessitato davvero di tanto tempo per la sua organizzazione. Crediamo che il programma rifletta bene questo nostro impegno. Speriamo di non sbagliarci. Buona visione.
Sebastiano Di Guardo
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